La Storia


La Biblioteca Statale di Cremona è costituita da due nuclei fondamentali: quello Governativo e quello Civico.
La Biblioteca Governativa (denominata fino al 1860 Imperial Regia Biblioteca), trae le sue origini dalla biblioteca fondata al principio del secolo XVII dai Gesuiti nella città di Cremona, all’interno del loro Collegio.
I Gesuiti furono chiamati a Cremona dal vescovo Cesare Speciano (1539-1607, pastore della diocesi fin dal 1591), e si dedicarono soprattutto all’educazione dei giovani, non trascurando tuttavia l’attività pastorale. Come sussidio per lo studio e per l’insegnamento iniziarono fin da subito a raccogliere materiale librario, materiale che si arricchì ben presto del nucleo più prezioso: la biblioteca personale dello Speciano, di oltre 1.200 volumi, comprendente incunaboli, rare edizioni del ’500 e manoscritti. La sede originaria era presso il collegio gesuitico (attualmente ospita il Liceo Ginnasio Statale ‘Daniele Manin’, Via Cavallotti), contiguo alla loro chiesa: San Marcellino.
La biblioteca gesuitica fu aperta al pubblico dall’imperatrice Maria Teresa nel 1775 circa, poco dopo la soppressione dell’ordine (1773). Ebbe parte attiva nell’apertura l’illuminista cremonese Giambattista Biffi.
Per accrescere la consistenza dei fondi librari della Biblioteca, l’imperatrice ordinò che a essa fossero destinati i duplicati della Biblioteca Nazionale di Brera. Il grosso introito alla biblioteca Statale venne tuttavia dal versamento dei fondi delle biblioteche dei conventi soppressi a partire dal 1798. Tra gli ordini religiosi soppressi presenti in Cremona devono essere ricordati per dovizia di fondi librari quello dei Domenicani, degli Agostiniani (ricchissimo di manoscritti antichi e preziosi, eredità non paragonabile a quella di nessun altro monastero), dei Filippini, dei Francescani di S. Francesco e S. Angelo.
I Gesuiti collocarono i loro volumi per materia, ma già solamente dopo un secolo era evidente come tale sistemazione avesse creato problemi di ordine pratico, primo tra tutti la mancanza di spazio e quindi l’impossibilità di stare dietro all’arricchimento delle collezioni, ed era stato pertanto di fatto abbandonato. Il bibliotecario Colla, che rimase alla direzione della biblioteca dal 1834 al 1860, decise di ricollocare i volumi secondo un nuovo ordine per formato – ordine tuttora conservato per il fondo antico.
Nel 1840 venne definito lo stato giuridico della biblioteca, che diventò statale e incorporò la libreria dell’abate Luigi Bellò, che ne era stato fra i primi rettori.
L’accrescimento di maggior rilievo fu però il deposito della Libreria civica, avviato nel 1885.
La Libreria Civica non era in realtà una biblioteca, ma una grande massa di libri ordinata, ma non utilizzabile né mai aperta al pubblico.
La Libreria era nata con il fondo librario appartenuto agli Ala Ponzone: il marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone, morendo senza discendenti nel 1842, aveva nominato suo erede l’imperatore d’Austria, al quale aveva destinato metà del suo palazzo, con la clausola che i beni artistici e librari divenissero proprietà del Comune di Cremona e fossero allestiti in un museo, da localizzarsi nella rimanente parte del palazzo. La sua volontà non trovò un’applicazione sollecita e dopo quarant’anni quadri, libri e manoscritti erano ancora immagazzinati e inaccessibili. Al fondo originario, si erano aggiunte altre importanti donazioni: la raccolta libraria del medico e storico locale Francesco Robolotti (comprendente i manoscritti di Antonio Dragoni), la biblioteca del marchese Pietro Araldi Erizzo (che conteneva la biblioteca Sommi Picenardi, a sua volta conglobante quella di Giambattista Biffi), e quella dell’architetto Luigi Voghera. Nella primavera del 1885 fu votato in Consiglio Comunale un parere favorevole al deposito del fondo della Libreria Civica presso la Biblioteca Governativa, ove il fondo stesso sarebbe stato inventariato ex novo, ma tale progetto fu realmente portato a termine solo nella primavera del 1887. In un primo momento, inoltre, vennero trattenuti presso il Museo Civico alcuni dei manoscritti ritenuti più preziosi – quasi tutti miniati – che furono infine riuniti al fondo originale nel 1948, grazie ad un accordo tra il direttore del Museo, Alfredo Puerari, ed il Direttore della Biblioteca Statale, Stelio Bassi. La Libreria Civica ha conservato fino ad oggi piena autonomia patrimoniale e amministrativa: le opere a stampa, antiche e moderne, i manoscritti, il materiale non librario, hanno numero di ingresso, catalogazione e collocazione separati. I rapporti fra Comune di Cremona e Biblioteca Statale sono regolati da una convenzione, continuamente rinnovata dal 1885 (l’ultimo rinnovo è del 2006).
Nel 1938 ci fu la definitiva sistemazione dei due fondi, civico e statale, nell’attuale sede di palazzo Affaitati, in via Ugolani Dati. L’acquisizione della nuova sede, il suo disegno complessivo, la realizzazione dello spostamento, si devono alla giovane direttrice Virginia Carini Dainotti, che trovò in Cremona l’abbrivio per una importante carriera.
Nel corso del secondo conflitto mondiale i più importanti pezzi della biblioteca vennero trasferiti presso l’Abbazia di Praglia, ove furono custoditi con notevole cura.
Dal 1948, la Biblioteca Statale di Cremona pubblica alcune collane editoriali, prevalentemente sulla storia locale e le collezioni della biblioteca.
Nel 1949 è stata creata una sala speciale di musicologia intitolata a Gaetano Cesari, basata sulla importante biblioteca specialistica del musicologo cremonese. Negli anni ’70 , la ‘Sala Cesari’ è stata spostata presso la Scuola di Paleografia e filologia musicale (oggi Dipartimento di Scienze musicologiche e Paleografico-filologiche della Facoltà di Musicologia, sede decentrata dell’Università di Pavia), che ha sede a Palazzo Raimondi.
Fra le modifiche strutturali della seconda metà del Novecento, va segnalata l’addizione nella parte del palazzo lungo via Faerno di un prolungamento dell’edificio, che ospita, al piano superiore, la nuova Sala dei Ragazzi (intitolata a Giuseppe Ghisalberti) e nei piani sottostanti uffici e un nuovo magazzino librario, addizione avvenuta negli anni ’70. Nel 1994 sono stati compiuti notevoli lavori di adeguamento strutturale e impiantistico con la dotazione di un moderno impianto antincendio. Nel 2004, infine, la realizzazione di un nuovo punto di accesso, che ha sostituito quello storico dello scalone monumentale e l’apertura di una Sala multimediale nello spazio intitolato ad Arturo Lazzari.
Da segnalare inoltre la digitalizzazione del catalogo, partita in ritardo, ma compiuta nel 2007.
Nel 2012 il Comune di Cremona ha conferito alla Statale la gestione amministrativa della Biblioteca ‘Madre Agata Carelli’, ex Centro studi e ricerche sociali.

Elenco dei Direttori della Biblioteca Statale di Cremona*:

- Vincenzo Valsecchi 1775 – 1792 (con Gianbattista Biffi soprintendente alle Regie Scuole, dal 1775)
- Angelo Anselmi 1793
- Luigi Bellò 1793 – 1810
- Pietro Martire Cadice 1811 – 1834
- Carlo Ercole Colla 1834 – 1860
- Stefano Bissolati 1860 – 1884
- Edoardo Alvisi 1884 – 1886
- Gennaro Buonanno 1886 – 1893
- Ulisse Ortensi 1893
- Filippo Salveraglio 1893 – 1901
- Vittorio Emanuele Baroncelli 1901 – 1905
- Giulio Monti 1905 – 1912
- Vittorio Finzi 1912 – 1933
- Amedeo Gazzolo 1933
- Francesco Pizzi 1933 – 1936
- Virginia Carini Dainotti 1936 – 1942
- Giorgio Masi 1942 – 1945
- Paolo Serini 1945 – 1946
- Stelio Bassi 1946 – 1957
- Ernesto Giangrasso 1957
- Angelo Daccò 1958 – 1972
- Rita Barbisotti 1972 – 1984
- Goffredo Dotti 1984 – 1996
- Emilia Bricchi Piccioni 1996 – 2008
- Stefano Campagnolo 2008 -

* I dati biografici rinviano ai profili dei bibliotecari italiani del sito dell’Associazione Italiana Biblioteche.

 

Altre informazioni:

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La Struttura

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