Fondo Jacini (Cesare Jacini)


Fondo Cesare Jacini

Cesare Jacini (Milano 1888 – 1968), nobile e  proprietario terriero

 

Il fondo comprende 5.669 volumi donati alla Libreria civica di Cremona nel 1969 e raccolti dal conte Jacini, nipote dell’economista Stefano Jacini, laureatosi a Brera e dedicatosi alla pittura e all’arte. Ha lasciato una pregevole collezione libraria prevalentemente di storia e arte padana, raccolta durante le ricerche per la compilazione della vasta opera Il viaggio sul Po. Traccia storico-estetica per la visita ai monumenti e ai luoghi della Valle Padana (Milano, Hoepli, 1937 – 1964).

Si tratta dunque di libri riguardanti gli aspetti storico-artistici della Padania e di studi monografici sulle famiglie nobili, dagli Sforza ai Gonzaga, dai Doria ai Bentivoglio, nonché di saggi storici relativi alla vita culturale e religiosa dei principali centri della Valle Padana.  Un nucleo consistente di opere illustrate, per lo più dei primi trent’anni del secolo, riguarda le città di Torino, Milano, Bergamo, Cremona, Mantova, Parma, Bologna, Ferrara, Venezia, Padova, Verona. Completano la raccolta descrizioni di viaggi in Italia e monografie, in lingua francese o tedesca, relative a pittori moderni.

Particolare interesse rivestono le numerose edizioni antiche, sempre di carattere artistico, alcune di queste rare, altre mutile delle tavole (è il caso soprattutto delle settecentine), altre ancora con frontespizio e/o antiporta incisi. Tra queste ricordiamo: I commentari di Cesare illustrati da Andrea Palladio (Venezia, Pietro de’ Franceschi, 1575), il De Architectura di Vitruvio (Venezia, Ioannes de Tridino, 1511), Della fortificazione delle città di Girolamo Maggi (Venezia, Borgominiero, 1583), le Regole militari di Lodovico Melzi (Anversa, apud Trognaesium, 1611), infine il Novo teatro di machine di Vittorio Zonca (Padova, Bertelli, 1656); non poteva mancare inoltre la storia della città di Cremona pubblicata, con il titolo Cremona fedelissima città, e illustrata da Antonio Campi (Milano, Bidelli, 1645).

L’edizione più antica è la prima edizione degli Asolani di Pietro Bembo stampata da Aldo Manuzio a Venezia nel 1505.

Il fondo è inventariato in registri manoscritti ma è anche schedato all’interno del catalogo generale della Biblioteca statale.

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