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La Biblioteca Statale di Cremona, denominata
fino al 1860 Imperial Regia Biblioteca,
trae le sue origini dalla biblioteca fondata
al principio del secolo XVII dai Gesuiti,
che, quando nel 1773 Clemente XIV soppresse
l'ordine con la bolla "Dominus ac Redemptor
noster", fu fatta isolare dall'imperatrice
Maria Teresa dal Convento dei Frati Minori
Francescani - i quali avevano nel frattempo
raccolto l'eredità dei Gesuiti per
quello che riguardava la direzione delle
scuole - e fu fatta aprire al pubblico
nel 1780. Per accrescere la consistenza
dei fondi librari della Biblioteca l'imperatrice
ordinò che ad essa fossero destinati
i duplicati della Biblioteca Nazionale di
Brera. Il grosso introito alla biblioteca
Statale venne tuttavia dal versamento dei
fondi delle biblioteche dei conventi
soppressi databile a partire dal
1798. La biblioteca pubblica del Convento
dei Gesuiti fu infatti l'unica che i rivoluzionari
rispettarono. I Gesuiti avevano collocato
i loro volumi dividendoli per materia, e
sui loro scaffali erano presenti dei cartellini
cartacei: già dopo un solo secolo
era risultato evidente come tale sistemazione
creasse dei problemi di ordine pratico,
primo tra tutti quello della mancanza di
spazio e quindi dell'impossibilità
di stare dietro all'arricchimento delle
collezioni, ed era per tanto di fatto stato
abbandonato.
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Globo
terrestre Gerarhard Kremer detto
il Mercatore
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