STORIA DELLA BIBLIOTECA

La Biblioteca Statale di Cremona è costituita da due nuclei fondamentali: quello Governativo e quello Civico.

La Biblioteca Statale (denominata fino al 1860 Imperial Regia Biblioteca), trae le sue origini dalla biblioteca fondata al principio del secolo XVII dai Gesuiti nella città di Cremona, all’interno del loro Collegio.
I Gesuiti furono chiamati a Cremona dal vescovo Cesare Speciano (1539-1607, pastore della diocesi fin dal 1591), e si dedicarono soprattutto all’educazione dei giovani, non trascurando tuttavia l’attività pastorale. Come sussidio per lo studio e per l’insegnamento iniziarono fin da subito a raccogliere materiale librario, materiale che si arricchì ben presto del nucleo più prezioso: la biblioteca personale dello Speciano, di oltre 1.200 volumi, comprendente incunaboli, rare edizioni cinquecentesche e manoscritti; forse (ma non sono mai stati ritrovati riscontri documentari) alla biblioteca dello Speciano appartenevano i due preziosi globi del Mercatore – terrestre (1541) e celeste (1551) – unica coppia al mondo ad essere riccamente decorata.

La sede originaria era presso il collegio gesuitico (attualmente ospita il Liceo Ginnasio Statale ‘Daniele Manin’, Via Cavallotti), contiguo alla loro chiesa di San Marcellino: collegio e chiesa occuparono – rispettivamente –  il palazzo di famiglia del vescovo Speciano e la precedente chiesa di san Michele Nuovo, come si evidenzia nella pianta di Cremona di Antonio Campi (1585).

La biblioteca gesuitica fu aperta al pubblico dall’ imperatrice Maria Teresa poco dopo la soppressione dell’ordine (1773). Ebbe parte attiva nell’apertura l’illuminista cremonese Giambattista Biffi, che si occupò anche della costruzione dello scalone monumentale che consentiva l’accesso alla Biblioteca svincolandola dalla scuola: l’inaugurazione avvenne il 14 aprile 1780, come ricorda il “Novellista patriottico” di quello stesso giorno.
Per accrescere la consistenza dei fondi librari della Biblioteca, l’imperatrice ordinò che a essa fossero destinati i duplicati della Biblioteca Nazionale di Brera. Ad arricchire in modo sostanziale il patrimonio della Biblioteca furono però i fondi delle biblioteche dei conventi soppressi che, a partire dal 1798, confluirono presso l’istituto cremonese. Tra gli ordini religiosi soppressi presenti in Cremona devono essere ricordati per dovizia di fondi librari quello dei Domenicani, degli Agostiniani (ricchissimo di manoscritti antichi e preziosi, eredità non paragonabile a quella di nessun altro monastero), dei Filippini, dei Francescani di S. Francesco e S. Angelo.
I Gesuiti avevano collocato i loro volumi per materia, ma già solamente dopo un secolo era evidente come tale sistemazione creasse problemi di ordine pratico, primo tra tutti la mancanza di spazio e quindi la difficoltà di organizzare l’arricchimento delle collezioni. Il bibliotecario Colla, che rimase alla direzione della biblioteca dal 1834 al 1860, decise di ricollocare i volumi secondo un nuovo ordine per formato – ordine tuttora conservato per il fondo antico.
Nel 1840 venne definito lo stato giuridico della biblioteca, che diventò statale e incorporò la libreria dell’abate Luigi Bellò, che ne era stato il primo  direttore nominato e che aveva lasciato per testamento, alla Biblioteca Governativa, la sua collezione di 108 incisioni di Rembrandt, che ancora oggi costituiscono uno dei maggiori tesori dell’Istituto.
L’accrescimento di maggior rilievo fu però il deposito della Libreria civica, avviato nel 1885.
La Libreria era nata con il fondo librario appartenuto agli Ala Ponzone: il marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone, morendo senza discendenti nel 1842, aveva nominato suo erede l’imperatore d’Austria, al quale aveva destinato metà del suo palazzo, con la clausola che i beni artistici e librari divenissero proprietà del Comune di Cremona e fossero allestiti in un museo, da localizzarsi nella rimanente parte del palazzo. La sua volontà non trovò un’applicazione sollecita e dopo quarant’anni quadri, libri e manoscritti erano ancora immagazzinati e inaccessibili. Al fondo originario, si erano aggiunte altre importanti donazioni: la raccolta libraria del medico e storico locale Francesco Robolotti (comprendente i manoscritti di Antonio Dragoni), la biblioteca del marchese Pietro Araldi Erizzo (che conteneva la biblioteca Sommi Picenardi, a sua volta conglobante quella di Giambattista Biffi), e quella dell’architetto Luigi Voghera. Nella primavera del 1885 fu votato in Consiglio Comunale un parere favorevole al deposito del fondo della Libreria Civica presso la Biblioteca Governativa, ove il fondo stesso sarebbe stato inventariato ex novo, ma tale progetto fu realmente portato a termine solo nella primavera del 1887. In un primo momento, inoltre, vennero trattenuti presso il Museo Civico alcuni dei manoscritti ritenuti più preziosi – quasi tutti miniati – che furono infine riuniti al fondo originale nel 1948, grazie ad un accordo tra il direttore del Museo, Alfredo Puerari, ed il Direttore della Biblioteca Statale, Stelio Bassi. La Libreria Civica ha conservato fino ad oggi piena autonomia patrimoniale e amministrativa: le opere a stampa, antiche e moderne, i manoscritti, il materiale non librario, hanno numero di ingresso, catalogazione e collocazione separati. I rapporti fra Comune di Cremona e Biblioteca Statale sono regolati da una convenzione, continuamente rinnovata dal 1885 (l’ultimo rinnovo è del 2017).

Il 25 novembre 1939 ci fu la definitiva sistemazione dei due fondi, civico e statale, nell’attuale sede di palazzo Affaitati, in via Ugolani Dati. L’acquisizione della nuova sede, il suo disegno complessivo, la realizzazione dello spostamento, si devono alla giovane direttrice Virginia Carini Dainotti, che iniziò proprio a Cremona, nel 1936,  la sua brillante carriera. Oltre ad aver impostato strutturalmente – con un castello in acciaio che costituisce tanto la struttura portante quanto i quattro piani di magazzini – e concettualmente la nuova Biblioteca Governativa, secondo i principi della public library, Virginia Carini Dainotti diede vita nel 1941 alla prima Sala dei Ragazzi in una biblioteca statale, luogo destinato all’utenza dai 6 ai 16 anni che, fino ad allora, era esclusa dai servizi della biblioteca e poteva affidarsi solo alle biblioteche scolastiche.
Nel corso del secondo conflitto mondiale il patrimonio più significativo della biblioteca venne trasferito in vari siti, considerati di volta in volta sicuri, fino a giungere al monastero benedettino di Pontida (BG), dove attese la fine del conflitto e da cui rientrò a Cremona nel 1946.
Dal 1948, la Biblioteca Statale di Cremona pubblica tre collane editoriali – “Annali”, “Fonti e sussidi”, “Mostre”-prevalentemente sulla storia locale e le collezioni della biblioteca.
Nel 1949 è stata creata una sala speciale di musicologia intitolata a Gaetano Cesari, basata sulla importante biblioteca specialistica del musicologo cremonese. Negli anni Settanta, la ‘Sala Cesari’ è stata spostata presso la Scuola di Paleografia e filologia musicale (oggi Dipartimento Musicologia e Beni culturali, sede decentrata dell’Università di Pavia), che ha sede in Palazzo Raimondi.

Fra le modifiche strutturali della seconda metà del Novecento, va segnalata l’addizione nella parte del palazzo lungo via Faerno di un prolungamento dell’edificio, che ospita, al piano superiore, la nuova Sala dei Ragazzi (intitolata a Giuseppe Ghisalberti) e nei piani sottostanti uffici e un nuovo magazzino librario, addizione avvenuta negli anni Settanta. Nel 1994 sono stati compiuti notevoli lavori di adeguamento strutturale e impiantistico con la dotazione di un moderno impianto antincendio. Nel 2004, infine, la realizzazione di un nuovo punto di accesso, che ha sostituito quello storico dello scalone monumentale e l’apertura di una Sala multimediale nello spazio intitolato ad Arturo Lazzari; nel 2020 è stata creata una nuova area servizi al primo piano, accorpando accoglienza, distribuzione, prestito e area multimediale, mentre  la Sala Lazzari è stata strutturata come ‘biblioteca aperta’, corner  della narrativa e lettura quotidiani.

La Biblioteca fa parte di SBN e del Polo Regione Lombardia; la digitalizzazione del catalogo è iniziata nel 2000 e conclusa nei fondi moderni nel 2007; il fondo antico è quasi totalmente inserito, con esclusione di parte delle Secentine. Si sta provvedendo alla catalogazione dei manoscritti attraverso Manus online e degli incunaboli in CERL. Nel 2018 la Biblioteca Statale ha partecipato al progetto Google Books, per cui sono stati digitalizzati quasi 53.000 titoli, reperibili sul motore di ricerca, anche attraverso il link diretto dall’OPAC.

Elenco dei Direttori della Biblioteca Statale di Cremona:

( I dati biografici rinviano ai profili dei bibliotecari italiani del sito dell’Associazione Italiana Biblioteche )

– Vincenzo Valsecchi 1775 – 1792 (ex gesuita, con Gianbattista Biffi soprintendente alle Regie Scuole, dal 1775 e bibliotecario del Liceo ginnasio)
– Angelo Anselmi 1793
– Luigi Bellò 1793 – 1810
– Pietro Martire Cadice 1811 – 1834
– Carlo Ercole Colla 1834 – 1860
– Stefano Bissolati 1860 – 1884
– Edoardo Alvisi 1884 – 1886
– Gennaro Buonanno 1886 – 1893
– Ulisse Ortensi 1893
– Filippo Salveraglio 1893 – 1901
– Vittorio Emanuele Baroncelli 1901 – 1905
– Giulio Monti 1905 – 1912
– Vittorio Finzi 1912 – 1933
– Amedeo Gazzolo 1933
– Francesco Pizzi 1933 – 1936
– Virginia Carini Dainotti 1936 – 1942
– Giorgio Masi 1942 – 1945
– Paolo Serini 1945 – 1946
– Stelio Bassi 1946 – 1957
– Ernesto Giangrasso 1957
– Angelo Daccò 1958 – 1972
– Rita Barbisotti 1972 – 1984
– Goffredo Dotti 1984 – 1996
– Emilia Bricchi Piccioni 1996 – 2008
– Stefano Campagnolo 2008 – 2018
– Francesco Maria Liborio 2018 – 2019
– Raffaella Barbierato 2019 –